Invece di parlare come il resto del mondo di quanto faccia schifo l'Italia o di come non siamo nessuno senza Totti e Vieri, in questo periodo di crisi mondiale (è un gioco di parole..) tra i miei pensieri viaggiano molte altre cose.
Iniziando con i miei parenti più prossimi, mamma e papà, che si sono venuti a gustare una bella settimana di vacanze spensierate a
Gran Canaria.
Erano già alcuni giorni che mi stavo pregustando il loro arrivo, infatti chi meglio di un turista può guidare a un altro turista? E poi Gran Canaria
si fa amare sola.
E poi quest'anno oltre ai miei consanguinei c'erano anche degli invitati speciali. Tutto risale al mese di febbraio, quando ancora scossi dalla notizia che il matrimonio si sarebbe dovuto rimandare di un anno, che ricevemmo un'altra notizia. Alcuni amici avevano già riservato il volo per Gran Canaria, per assistere al matrimonio.. che non si sarebbe fatto!
Poco importa, anche se non ci sono gli sposi, ogni scusa è buona per farsi una vacanza come dio comanda a Gran Canaria (ormai sembro uno spot pubblicitario). Quindi lo scorso 9 di giugno 10 italiani armati di costume e provviste dall'Italia sono sbarcati all'aeroporto LPA, missione: conquistare Playa del Ingles.
Missione più che riuscita, visto che gli organizzatori sono stati talmente in gamba che gli hanno trovato un complesso di bungalows solo per loro! Ma che Ibiza, ma che Mikonos, ma che Bora Bora.. qui si che si sta da dio! E pensare che mentre loro sguazzavano nella piscina, facevano il bagnetto nell'oceano che stava a 10 minuti a piedi, camminavano sul lungo mare e poi si sdraiavano a prendere il sole fino ad addormentati.. io e Yasi stavamo lavorando! Ma che ci vuoi fare, le nostre di vacanze verranno tra non molto, quindi non posso lamentarmi.
Ma a parte i vari pensieri più o meno importanti che possono occupare la mente di un uomo nei vari vai e vieni tra Las Palmas e Playa del Ingles (dove stavano soggiornando i miei), un paio di questi pensieri mi hanno catturato tanto l'attenzione da farmi andare a vedere come stavano realmente le cose. Sarà questa la chiave per non invecchiare mai? Continuare a porsi domande e non smettere mai di essere curiosi?
Causa anche la mancanza di un autoradio, i quaranta minuti per andare e i 40 per tornare si fanno eterni. Per fortuna che la strada è piuttosto variata, prima diverse gallerie, poi oceano, poi sabbia, montagne, di nuovo oceano, e tanti cartelli che come fermate dell'autobus mi ricordano quanto manda alla mia meta..
E mentre leggevo i cartelli delle varie città e pensavo in generale all'America, mi formulai la prima domanda esistenziale. Perché se gli Stati Uniti sono una ex-colonia inglese, nella parte più occidentale - diciamo California – tutte le città hanno nomi evidentemente spagnoli? Prendiamo esempio dalla propria California: Los Angeles, San Diego, San Francisco, Sacramento.. Ma quando ci sono arrivati gli spagnoli nel far west Americano? Mi sono perso una parte della storia mondiale? C’era una comunità spagnola tra i cercatori d’oro? Che i film western fossero una farsa? Toro seduto aveva parenti a Zaragoza??
Ma la realtà forse è anche peggio. Grazie alla Wikipedia (e a chi se no?) e grazie anche alla Absolut Vodka ho svelato il mistero. Cosa c’entra la vodka? Qualche anno fa, la vodka Absolut realizzò una campagna di marketing per i paesi centro americani, e stampò questo striscione per il Messico.
Cosa c’è di assurdo in questa mappa?
Che è vera! E’ una mappa del 1848 (ricolorata e con una vodka gigante sopra il Venezuela), anno della epica guerra tra Messico e Stati Uniti! Esatto, mentre noi eravamo troppo occupati con la unificazione del Regno d’Italia, dall’altra parte dell’Oceano stavano facendo fuori un sacco di Peones per conquistare un po’ di deserto e arrivare a delimitare il confine inferiore degli Stati Uniti un po’ al di sopra di Tijuana. Possibile che in tanti anni di scuola e in molte conversazioni successive alla fine della scuola dell’obbligo nessuno mi abbia mai parlato della guerra di Messico?? Ma il bello è che c’è stata anche una guerra con il Canada! Oddio quanta ignoranza dilagante..
L’altro tema che mi ha riempito la mente per non addormentarmi in macchina mentre scendevo al sud alle tre, uscito dal lavoro e senza aver pranzato (momento papagna massimo), è nato ancora più per caso. Stavo osservando il panorama a bordo strada e mi davano fastidio i cespugli piantati nel newjersey dell’autostrada. Tanti fiori e tanti colori, però che mi impediscono di vedere l’oceano..
Bé l’attenzione mi è caduta proprio sui fiori. Organismi meravigliosamente complessi, pistilli, corolle, polline.. ma come è arrivata l’evoluzione a creare strutture così complicate senza avere un minimo di visione più grande? Il concetto è questo: sappiamo più o meno tutti che i fiori producono nettare e profumo per attrarre le api che poi si inzuppano le zampine di polline e poi vanno a impollinare un altro fiore permettendo così la riproduzione della specie. Sì, facile.
Facile un bel niente, e chi glielo dice ai fiori che ci sono degli affari con le ali che volano da un fiore all’altro? Come fanno a sapere che a questi animaletti pungigliosi gli piace il nettare, e che se lo producono li attraggono, così da farsi impollinare le zampe (ma che ne sanno di cosa sono le zampe?) e così via. I fiori non vedono, non ci sentono e non parlano. Non si muovono, non possono fare niente per tramandarsi le informazioni che non sia attraverso la propria genetica.
Quindi, come è iniziato il tutto? Un giorno una pianta ha creato un fiore e poi..? Non c’erano altri fiori quindi a cosa sarebbe servito? E poi chi glielo spiegava alle api che lì dentro c’era nettare, e che son quel nettare avrebbero potuto produrre il miele eccetera eccetera? Ma le api c’erano? Dilemma aperto.
Che veloce passa il tempo quando uno si diverte, i miei se ne sono già tornati a casa, ma per me inizia la stagione delle vacanze. Fra poco si parte per Barcellona, Parigi e Londra. E fra un mesetto rientro in Italia. Non vedo l’ora..