Nel corso della vita, si presentano degli eventi inaspettati che si tuffano nella nostra tranquillità domestica stravolgendola completamente. L'impatto che tali eventi ha sulla nostra quotidianità è così forte che lascia un segno indelebile, impossibile da cancellare.
Al principio sembra che tutto si sciolga lentamente, come se stessimo vivendo su di un panetto di burro lasciato sul tavolo in piena estate. E' impossibile contenere il flusso, non abbiamo le forze sufficienti ad arrestare la frana sotto i nostri piedi. Poi la frana finisce, ci troviamo a terra, però almeno quella sensazione di cadere verso l'abisso è terminata, e non resta che rimboccarsi le maniche e recuperare i cocci di quello che eravamo per ricostruire un nuovo domani.
Ebichu è morta.
E' un po' che non scrivo, principalmente perché non sarei riuscito ad articolare due parole di senso compiuto al cercare di spiegare le mie emozioni. Vedere la gabbietta vuota, il ricordo di quel rumore peculiare di quando mordicchiava le sbarre, gridare EBIXUUUU ogni volta che entravamo in casa o che succedeva qualcosa di imprevisto.. Ebichu era molto più di un criceto, Ebichu viveva in casa ancor prima che io arrivassi, ormai un anno e mezzo fa, per stabilirmi qui a Gran Canaria. E mi accolse, senza mai chiedere niente a cambio che non fosse un pezzetto di parmigiano e un po' di coccole.
Ci accompagnò di casa in casa ogni volta che traslocammo, ma senza mai abbandonare il suo castello. Ebixu sarai sempre la regina del tuo castello.
Non avrei mai immaginato che arrivare il giorno in cui Ebixu fosse richiamata dalla grande mamma criceta nel paradiso dei criceti. E' difficile da accettare, era ancora molto giovane e non aveva mai conosciuto l'amore. Però credo che l'amore vero, quello col cuore, quel tipo di amore sì che lo aveva provato. Nessun criceto in questa terra è stato mai amato come Ebixu, per cui credo che anche adesso che corre felice tra i campi di formaggio del paradiso, ogni tanto si ricorda di noi.
Mi è rimasta almeno la consolazione di sapere che è morta nel sonno, ranicchiata nella sua casetta bianca col tetto azzurro, ancora avvolta dalla copertina di cotone e carta igienica. Una morte leggera, degna di chi ha vissuto nell'amore tutta la vita. E per omaggiare la piccola Ebichu, ci siamo improvvisati cerimonieri di un antico rito. Non era giusto deturpare quel sonno infinito che aveva avvolto alla piccola criceta, per cui le abbiamo scavato una buca delle dimensioni della casa, per lasciarla dormire per sempre, avvolta nel suo cotone, tra le radici di una grande palma.
Riposa in pace Ebichu, mamma e papà ti ameranno per sempre.